Bullismo Cyberbullismo Odio Online

Come combattere bullismo e cyberbullismo nelle scuole

L’ultimo rapporto ISTAT sul bullismo in Italia non lascia dubbi circa la diffusione di tale fenomeno. Un ragazzo su due tra gli undici ed i diciassette anni riferisce di essere rimasto vittima nell’ultimo anno di un qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento. Quasi uno su cinque dichiara di aver subito azioni tipiche di bullismo una volta o più al mese. Le ragazze presentano una percentuale di vittimizzazione superiore rispetto ai ragazzi.

Il fenomeno è in continua evoluzione: le nuove tecnologie a disposizione, internet e telefono cellulare, sono divenute ulteriori potenziali mezzi attraverso cui compiere e subire prepotenze e soprusi (cd. “cyberbullismo”).

Ad oggi non esiste tuttavia nel nostro ordinamento il reato di “bullismo” e/o di “cyberbullismo”, ma singolarmente presa, ogni condotta può potenzialmente configurare un reato (minaccia, stalking, estorsione, etc.).

Per prevenire tale fenomeno il legislatore è intervenuto con la L. n. 71 del 29/5/2017, rubricata “disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, che prevede, tra le varie misure di prevenzione, la possibilità di chiedere al titolare del sito e/o del socialnetwork e, in seconda battuta, al Garante della Privacy, l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore diffuso nella rete internet.

La legge introduce inoltre – sulla falsa riga di quanto avviene per il fenomeno dello stalking – la procedura di ammonimento da parte del Questore che consiste nel convocare il minore presso la Questura, unitamente ad almeno un genitore, per ammonirlo circa la condotta tenuta affinché tale episodio non si ripeta.

La legge introduce infine la figura del “docente referente” con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo, anche avvalendosi della collaborazione delle Forze di polizia, nonché delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio.

Da qui il progetto “Un’ora di legalità”, promosso dall’avvocato Carlo Foglieni dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA), avviato in via sperimentale presso alcune scuole di Bergamo e conclusosi con la sottoscrizione di un protocollo di intesa con il Ministero dell’Istruzione per diffondere cultura legalità negli istituti scolastici.

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