Consulenza ambientale

Mediazione ambientale e consulenza

Con la Legge n. 1/2022 la tutela dell’ambiente, anche nell’interesse delle future generazioni, è stata espressamente prevista quale principio fondamentale del nostro ordinamento.

Fu tuttavia con la Dichiarazione sull’ambiente umano, adottata in occasione della Conferenza dell’ONU di Stoccolma nel 1972, che si consolidò per la prima volta il legame tra ambiente ed i diritti umani, e con il cd. “Rapporto Brundtland” che si elaborò nel 1983 per la prima volta il concetto di “sviluppo sostenibile”, cioè “lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i loro”.

Da allora si avviò un processo di politiche ambientali proattive mirate ad attivare strumenti per l’integrazione tra tutela dell’ambiente, sviluppo economico e contesto sociale. Naturalmente il bilanciamento di detti interessi potenzialmente contrapposti comporta, inevitabilmente, l’insorgere di conflitti che possiamo definire “ambientali” e che, se non affrontati e gestiti in modo corretto, possono determinare l’insorgere di mobilitazioni sociali e contenziosi aspri, lunghi e onerosi. Si pensi, ad esempio, quanto avvenuto in Italia per il TAP e per la TAV.

Da qui la necessità di adottare – come affermato dall’avv. Veronica Dini del Centro Studi Systasis – nuovi e diversi modelli di partecipazione degli stakeholders nei processi decisionali, anche della Pubblica Amministrazione, improntati ad una “cultura del dialogo e di collaborazione” passando da un approccio DAD (Decidi, Annuncia e Difendi) – che negli ultimi anni ha dimostrato tutti i suoi limiti – ad un intervento più “open mind” perché volto alla risoluzione alternativa dei potenziali conflitti ambientali.

In questo contesto si inserisce l’utilizzo dell’istituto della mediazione applicato ai conflitti ambientali e urbani, potenziali o già in essere, al fine di dirimere la controversia in modo condiviso e concreto, con l’ausilio di un soggetto terzo e neutrale. Come dimostrato dalla sperimentazione avviata nel 2015 dalla Camera Arbitrale di Milano, infatti, l’uso delle tecniche di mediazione può effettivamente agevolare la risoluzione di alcuni conflitti ambientali, anche complessi, favorendo l’incontro ed il confronto diretto delle parti, focalizzando l’attenzione sul problema concreto da cui origina il conflitto e sui reali interessi delle parti, consentendo di discutere anche delle modalità operative cui intervenire ai fini della composizione della lite, facilitando soluzioni raggiungibili in tempi rapidi e costi minori.

Al fine di promuovere la diffusione della mediazione quale istituto per la soluzione dei conflitti ambientali l’avvocato Carlo Foglieni è stato tra i promotori del DDL n. 1630, presentato in Senato della Repubblica il 26/11/2019 a prima firma Gallone, e partecipa quale relatore a diversi convegni sul tema, ed è mediatore di diritto a sensi dell’all’art. 16, comma 4 bis, del D.lgs. n. 28/2010.

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